L’arte dei fiori di Vincenzo Dascanio

Immagine 1Vincenzo Dascanio, 33 anni, arriva a Milano appena 18enne e, nel corso di soli tre anni, diventa direttore di ArmaniFiori, creando un nuovo stile ed elevando il “concept” ad altissimi livelli. Un’esperienza di maturazione stilistica forte e molto creativa, durante la quale Vincenzo individua il suo “Victorian Style” che esploderà nel 2004, dopo l’incontro con Zorzan (autore tv e talent scout), con l’apertura della boutique in pieno centro a Milano.
Immagine 2Un progetto imprenditoriale straordinario e fenomenale appositamente disegnato e scritto da Zorzan al quale è affidato il controllo delle attiv ità di marketing e sviluppo. Le realizzazioni floreali di Vincenzo Dascanio, oggetti unici che diventano pezzi di design, sono e diventano parte integrante degli spazi e dei templi del dei grandi brand alla continua ricerca di esclusività. Fucina e sede della sua creatività è la boutique nella centralissima Piazza Missori a Milano. Un luogo non scelto a caso. Lo spazio trasuda dai suoi muri 80 anni di , quella del primo negozio di fiori nato a Milano. Qui si respira il profumo della genialità dove nulla è lasciato al caso: fiori straordinari convivono con originali complementi d’arredo, ricercate idee regalo ed sempre attuali che arricchiscono e che offrono ogni volta l’occasione di vivere e di qualcosa di irripetibile. A soli tre anni dall’ ultimo intervento, la Boutique sta ora affrontando un radicale restyling: un concept e triplica la espositiva che raggiungerà i 1000 mq. Alla Boutique di Milano, si aggiungerà, sempre in autunno quella suggestiva di Bergamo.

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Scopre il tradimento e non lo sposa più

Immagine 2Guardate un po’ cosa si legge su “Repubblica“…

Il dubbio è legittimo: trovata pubblicitaria o una vendetta? Di sicuro si sa Valeria non perdona. E lo ha dimostrato a tutta Roma, tappezzandola di manifesti per far vedere a tutti cosa ha combinato il suo fidanzato, Antonio, a meno di due settimane dal matrimonio. I complici? Facebook e YouTube. Sui citofoni dei condomini, nelle fermate della metropolitana, sugli ingressi degli uffici e persino della redazioni sono comparse le fotocopie di una foto che ritrae Antonio con l’espressione attonita tra due giganteschi seni e la scritta: “meno male che c’è Facebook, almeno ho scoperto in tempo prima di sposarti che sei un porco traditore!!!”. La firma è emblematica: “la tua ex-promessa sposa e i 548 invitati al nostro matrimonio”. E proprio su Facebook è possibile ripercorre le tappe della vicenda che comincia il 21 aprile e tocca il suo culmine nella notte del 25, simbolicamente la festa della Liberazione. E scoprire che in tutta la faccenda ci hanno messo un (pesante) zampino gli amici dello sposo e l’amica del cuore della sposa. La notte brava del 25, ampiamente annunciata su Facebook dal gruppo ‘Liberiamo Antonio, festa di ’, è documentata da una foto abbastanza esplicita che qualcuno degli ‘amici’ del promesso sposo ha avuto la bella idea di mettere online. Ma c’è il dubbio che si tratti di un’operazione di marketing. Tra pochi giorni, proprio l’8 maggio, uscirà nelle sale cinematografiche ‘Feisbum’, un film sul mondo di Facebook. Uno degli episodi – ‘Maledetto tag’, di Dino Giarrusso – ha per protagonisti due giovani che – coincidenza vuole – si chiamano proprio Antonio e Valeria.