Oggi organizzare un matrimonio è sempre più costoso. Proviamo, insieme, a rendere chic e cheap ciò che prima era choc.
Secondo alcune statistiche per sposarsi ci vogliono circa 27 mila euro, con notevoli differenze di budget tra Nord e Sud (si sfiorano 40 mila euro al Sud e 20 mila al Nord). Troppo?
Spesso più della metù del budget se ne va solo per pranzo e location, poi ci sono gli abiti, i fiori, le foto, la musica… Insomma, cifre da capogiro.
Ecco, allora, che prende largo il virus fai-da-te per dare una limatina alle spese, anche se in misura molto irrilevante. Nonostante ciò, allora alla resa dei conti per il wedding day ci vuole pur sempre una somma… da mutuo. Tant’è che sono ormai molte le banche o le finanziarie come Findomestic che aprono il credito agli sposi che proprio non vogliono rinunciare alla festa da favola.
La bomboniera sta bene, anzi, è più vitale che mai. Per verificarlo basterà fare un giro a Sabopiù, il salone internazionale dell’innovazione e della tendenza nel regalo che si svolgerà dal 18 al 21 settembre ad Arezzo presso il Centro Affari e Convegni. Quest’anno la manifestazione compie 25 anni e malgrado la crisi economica internazionale, il progetto Sabopiù è stato potenziato grazie all’introduzione di iniziative formative ed eventi collaterali, che intendono dare degli strumenti concreti ai buyer presenti all’evento. Sabopiù punta sulla qualità e sulla novità di idee a di proposte che sono presentate dai numerosi espositori provenienti da tutta Italia e anche dall’estero. Tre sono le aree espositive: House living, Fashion&bijoux e le bomboniere. Anche quest’anno tra gli eventi collaterali Sabopiù presenta “Premiere”, una vetrina di oggetti esclusivi, rivoluzionati e soprattutto innovativi. La novità di questa 25esima edizione è, invece, il “Creative Store”, cioè uno spazio destinato all’aggiornamento e all’introduzione di nuove tecniche di vendita finalizzate ad esaltare le infinite potenzialità dell’oggetto acquistato al salone e che sarà esposto in vetrina.
Scritto Mercoledì 8 Luglio 2009 da Eliana Pelucchi
Il viola in tutte le sfumature è il colore del momento: lo si è visto sulle passerelle della moda, nelle sfilate dell’abbigliamento uomo, nelle fiere dedicate al bimbo, tra gli stand del Salone del mobile, e naturalmente nelle vetrine e per le strade. Così anche un settore tradizionele come quello delle bomboniere non si è lasciato sfuggire la tendenza più attuale. L’Infinito, azienda campana specializzata nella produzione di questi teneri oggetti, che, nonostante l’evoluzione del gusto, non possono mancare in qualsiasi matrimonio, nella sua collezione per il 2009 propone tutti i toni del glicine, accanto ai classici bianco e avorio. Per i sacchettini, per i fiori e soprattutto per le bamboline, un inconfondibile ricordo da donare agli invitati per il quale l’Infinito è da sempre famoso.
Chi l’ha detto che la bomboniera è in crisi? Saranno oltre 150 le aziende che parteciperanno a Sabopiù – Salone Internazionale dell’Innovazione e della Tendenza nel regalo – che si svolgerà presso il Centro affari e convegni di Arezzo. In occasione del suo venticinquesimo compleanno, Sabopiù presenterà un evento fieristico al top con uno spazio espositivo di 15mila metri quadrati più grande di quello delle edizioni precedenti. Parteciperanno al Sabopiù marchi leader a livello nazionale e internazionale nel settore degli articoli da regalo, complementi d’arredo, lista nozze e tessile. Grande spazio sarà dato alle bomboniere. La manifestazione rappresenta una vetrina ideale per presentare e scoprire il fascino delle nuove collezioni décor.
Domo Adami propone e offre, dal suo Atelier di Via Manzoni a Milano, alle spose di tutto il mondo servizi esclusivi e consigli preziosi.
Nasce il concetto di wedding design, un modo creativo e di tendenza per pensare, immaginare, vivere come un racconto fiabesco i festeggiamenti nuziali con la regia di Domo Adami.
Domo Adami, leader per innovazione e creatività nel settore wedding, propone alle sue spose uno stile innovativo per il loro matrimonio, un’idea, un’impronta stilistica che suggerisce le ultime tendenze anche nel campo dell’allestimento della tavola e della scenografia del ricevimento.
Scritto Mercoledì 8 Aprile 2009 da Eliana Pelucchi
Un ultra-classico che segue un matrimonio celebrato nel tardo pomeriggio e necessita di un ampio salone o, se la stagione lo permette, di una terrazza, è la cena danzante. Nel salone devono trovare posto un tavolo d’onore per gli sposi, con i genitori e i testimoni, e alcuni tavoli, da otto o da dieci, per gli invitati. Lo spazio per il ballo deve essere bel delimitato, magari da decori floreali.
L’ideale sarebbe ovviamente organizzare il ballo in una sala diversa da quella allestita per la cena, in modo che chi non desidera unirsi alle danze possa continuare tranquillamente a stare a tavola. Per chi invece preferisce una serata meno formale, si può prevedere soltanto un dopocena danzante. Qualche buffet con dolci e salatini a disposizione, un angolo bar, un piatto caldo verso la mezzanotte, prima della torta. Dopo il brindisi e il lancio del bouquet, la pista da ballo si riapre e la musica torna ad essere la protagonista.
Negli ultimi anni si è fatta strada la tendenza delle canzoni ad hoc, espressamente composte per gli sposi da autori e musicisti. Lo spunto può essere fornito direttamente dalla coppia, oppure, a sorpresa, dagli amici più cari. Per realizzare al meglio l’opera è indispensabile raccogliere dettagli sulla vita degli sposi, come soprannomi, ricordi particolari, piccoli segreti. In questo modo, il momento della canzone degli sposi diventerà veramente unico.
Scritto Mercoledì 8 Aprile 2009 da Eliana Pelucchi
Spesso associato al cocktail, il cibo da prendere con le dita è finalmente entrato nelle nostre abitudini. Risolve di sicuro il problema degli equilibrismi (piatto, posate, bicchiere) ed è anche una scelta di classe. La tendenza, di origine inglese, ha portato spunti diversi e rivoluzione to le regole del galateo: postare alla bocca qualcosa senza posate non è più considerato un gesto poco elegante, purché sia previsto il tovagliolo. Esotico o nostrano, questo cibo conquista i ricevimenti di nozze e rilancia i sapori veri, orientandosi sempre più verso miniporzioni che riproducono ricette tradizionali in formato mignon: dalle panello siciliane alle anguelle venete, alle bruschette toscane. Il finger food rappresenta quindi un’ottima scelta, in quanto oltre al palato ne può godere anche la vista: in un caleidoscopio di primi piatti a base di pasta o riso, ravioli o melanzane, stuzzichini, torte salate e dolci, rollè farciti nei modi più svariati, formaggi con marmellate, crepe con verdure, pesce e carne di tutti i tipi e cucinati in maniera fantasiosa. L’unica regola è quella di servire tutto in piccole porzioni, da poter prendere tra il pollice e l’indice e mangiare in un solo boccone. E non si tratta solo di gusto, ma anche di impatto coreografico che, se ben orchestrato, aggiunge un appeal speciale: piattini, ciotole, vassoi e persino cucchiai diventano così parte della scenografia.